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Piccola guida alla lettura dell’INCI per districarsi in modo ecoconsapevole negli acquisti

Piccola guida alla lettura dell’INCI per districarsi in modo ecoconsapevole negli acquisti

di Flaminia Smorto

INCI, chi è costui? L’acronimo indica la Nomenclatura internazionale per gli ingredienti cosmetici, ossia l’elenco degli ingredienti contenuti in un prodotto cosmetico. Già nel 1976, con la Direttiva CEE 76/768, l’Europa introduceva l’obbligo per il produttore di inserirne la lista completa in etichetta, allo scopo di consentire ai consumatori di scegliere consapevolmente cosa mettersi addosso e cosa no.
Sebbene abbia più di 40 anni, molti di noi ancora non sanno bene come impiegare questo strumento e si affidano nella ricerca di cosmetici sostenibili ad altri fattori, quali l’intuito o l’apparenza “green” del prodotto suggerita dalla confezione. Ecco allora qualche indicazione.
Innanzitutto, bisogna precisare che gli ingredienti presenti in un cosmetico, di regola, non sono né tossici né fuori legge, perché anche quelli più “critici” sono contenuti entro percentuali giudicate non pericolose. Questo tuttavia, non esclude il possibile effetto di accumulo che potrebbe derivare dall’utilizzo contemporaneo di più prodotti contenenti tali ingredienti “problematici”.
L’etichetta elenca gli ingredienti in ordine decrescente, dal più presente al meno presente, fino a quelli che compongono l’1% o meno del prodotto, che possono esser inseriti in ordine sparso.
Si potranno così smascherare quei cosmetici che promettono di sfruttare le proprietà di una sostanza indicata all’ultimo posto, e quindi in quantitativi ridotti.
Gli ingredienti naturali sono indicati in latino, quelli frutto di sintesi chimica o trasformati con il nome in inglese. Per verificare quanti e quali di questi siano bio, controllate nell’INCI la presenza dell’asterisco che affianca gli ingredienti provenienti da coltivazioni biologiche.
Per acquistare in modo consapevole queste informazioni però non bastano, l’ideale infatti è fare un giro sugli ecobiodizionari disponibili online, che danno un “voto” sulla sostenibilità degli ingredienti alla luce dei tanti fattori che entrano in gioco, quali la loro derivazione o l’impatto che hanno su ambiente e salute.
Fare qualche controllo sull’INCI richiede un po’ di tempo, ma ha il beneficio di renderci acquirenti più consapevoli e anche, perché no, di frapporre tra noi e l’acquisto impulsivo del prodotto che ci ammicca dagli scaffali, quel momento di riflessione in più, di cui, soprattutto durante le feste, abbiamo ancora più bisogno.

 

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